sabato 20 ottobre 2012

Terroristi?

Avevamo a quel tempo una cliente piuttosto pittoresca. Rispondeva al nome di Fiorella. Una donna sui quaranta, non altissima (diciamo pure bassa), non snellissima (diciamo pure grassa), non simpaticissima (diciamo pure str*nz@!). E sopratutto, giapponese. Cosa che peraltro era prontissima a negare all'interlocutore, anche davanti alla sua ingombrante evidenza. Affermava, in quei casi, di arrivare dal veneto, dopo di che volgeva le spalle indignata, e se ne andava.  Ho costretto per tanti anni la mia mente a rifiutare di cercare qualsiasi spiegazione sensata al fenomeno.

Un'altra delle sue particolarità era l'insistente richiesta di negare la sua presenza in hotel a CHIUNQUE ne facesse richiesta, specialmente se di origine giapponese. In quattro anni di frequentazione del nostro hotel, con soggiorni anche di qualche mese, non è mai arrivata una telefonata per lei. Ciononostante, passava il suo tempo a nascondersi negli angoli ciechi dei corridoi ogni volta che sentiva una voce avvicinarsi. In special modo se si trattava di stranieri.

Una sera ricevetti una telefonata dalla sua stanza.

Driiinn

-"Ricevimento buonasera, in cosa posso aiutarla?"
-"Pronto? Chi c'è?"
-"E' il ricevimento che risponde signora..mi dica.."
-"No. Tu no. Qui."
-"Mi scusi?"
-" Chi c'è qui. In camera. Chi c'è."

Ippotizzai che avesse finito la boccetta di Paroxetina.Oppure un abuso di metanfetamine. Decisi di cambiare approccio, e fare io le domande.

-"C'è qualcuno in camera con lei, signora?"
-"No, qui non c'è nessuno."

Avrei giurato ce ne fossero centomila, nella sua testolina bacata.

-"Oh, capisco. Ha bisogno di altro?"
-"No"
-"Bene.."
-"No. No bene. Chi c'è?"
(Non ce la posso fare..) -"Chi c'è dove, signora?"
-"Qui, camera..vicino..chi c'è?"

Ecco chiarito l'arcano. Pochi minuti prima erano arrivati dei turisti tedeschi nella stanza di fianco alla sua. Ed era stato il loro vociare a metterla in allarme.

-"Sono ospiti appena arrivati, signora.."
-"Stranieri?"
-"Si, signora.."
(Già alterata) -"Giapponesi? GIAPPONESI??"
-"No signora, tedeschi.."
-"Ah...arabi?"
-"Tedeschi, signora.."
-"Giapponesi??"
-"Tedeschi, signora, tedeschi di germania.."

Come se ce ne fossero altri.

-"Ah..capisco.."

Ecco.

-"..arabi.."

Ecco, no..

-"..Terroristi?"

Ma certo. Il target principale della nostra struttura era la classe dirigenziale di Al-qaida, come no. E non solo non lo tenevamo nascosto,  ma ne facevamo vanto. Sail il prestigio..

-"No signora, sono turisti tedeschi venuti dalla germania per visitare la città.."
-"Ah..sicuro non sono arabi? Perchè io sentito parlare terrorista..sicuro no terroristi?"

E mò basta!

-"SI, Signora! Sono terroristi, terroristi arabi: Sono in città per lavoro! E' meglio non disturbarli!"

Resta basita. Ma solo qualche secondo.

-"Allora no giapponesi..meglio così, no?"
-"Si, signora, meglio così.."
-"Si, si..meglio.."

E con il cuore sereno, mette giù il telefono, e se ne torna a dormire.

Terroristi. Un mestiere come un altro.



2 commenti:

  1. Qualcuno dovrebbe spiegare a questa cara signora diversamente slanciata che i "terroristi kamikaze" non sono necessariamente tutti giapponesi. E sorattutto il viceversa.
    Magari quel qualcuno (ma di quelli bravi, con tanti anni di esperienza in psichiatria) dovrà dare un'occhiata anche a quelli che lavorano nel campo dello spettacol... ehm, volevo dire, nel campo del giornalismo e dell'informazione seria ed equilibrata, visti questi risultati.

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  2. Quello che ho sempre trovato strano: perchè negare di essere giapponese? O.O'

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